Senza parole

Napolitano rinvia Prodi alle Camere:
il testo della dichiarazione del Presidente.
ROMA – 24 febbraio 2007 – Questo il testo della dichiarazione con cui il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha annunciato la decisione di rinviare il governo Prodi alle Camere:
“Ho nei due giorni trascorsi ascoltato con attenzione e rispetto le voci di tutte le formazioni politiche presenti in Parlamento. Agli incontri hanno partecipato anche i leader dei partiti di entrambe le coalizioni confrontatesi nelle elezioni dello scorso 9 aprile.




Le consultazioni hanno confermato la particolare complessità e difficoltà della crisi apertasi con le dimissioni del governo presieduto dall’onorevole Prodi………omissis ……..Le delegazioni dei gruppi parlamentari e dei partiti dell’Unione hanno peraltro espresso la convinzione di poter garantire – sulla base dell’accordo di programma e di metodo appena sottoscritto – l’indispensabile unitarietà ed efficacia dell’azione di governo nel prossimo futuro………omissis ……..Ho ritenuto altresì che non ricorrano le condizioni per un immediato scioglimento delle Camere,……..omissis ……..In queste condizioni, è apparso chiaro che non vi sia allo stato una concreta alternativa a un rinvio – nonostante il parere contrario, nel merito, dei gruppi di opposizione – del governo dimissionario in Parlamento per la verifica, attraverso un voto di fiducia, del sostegno anche in Senato della necessaria maggioranza politica.
Tale accertamento potrà essere compiuto in tempi brevissimi, in modo da consentire – in caso di superamento della prova della fiducia – un immediato ristabilimento della normalità dell’azione di governo e dell’attività parlamentare………omissis …….

Baci, abbracci, salamelecchi ai “cumpari” e pistolotto finale.

I teneri idioti

Nella politica italiana ci sono degli strani soggetti che potremmo chiamare “I teneri idioti”.
Gente che pensa che i servizi segreti non debbano essere segreti ma segreti fino a un certo punto e di esclusiva di un governo e non di un altro.
Esponenti che ritengono l’avversario politico un idiota latente se non un cretino patentato.
Intelligentoni che vedono in ogni persona che non la pensa come loro un potenziale nemico sovversivo.
Questi strani personaggi sono quì, vivono quì e prolificano quì in mezzo a noi: nei nostri blog: ma veniamo ai fatti.
Un certo giorno il signor Fassino, segretario dei Democratici di Sinistra, decide che, per essere più incisivi sul mercato finanziario, la sinistra storica doveva dotarsi di una propria banca. Quale miglior canale per tentare di raggiungere lo scopo? Le Coop, per mezzo delle loro assicurazioni, note a tutti con il nome UNIPOL, dispongono di grandi risorse finanziarie, sono appoggiate dai sindacati e in politica già ci sono tramite DS, PRC e PdCI. Di banche, pronte per la vendita, ce ne sono a iosa: una di queste è la BNL.
Per farla breve: ci provano, aggregando danari provenienti da strane società finanziarie controllate da altrettante strane banche con altrettanto strani interessi personali di vari personaggi di UNIPOL: manca poco che gli riesca un’OPA ostile contro il Banco di Bilbao e il giochino delle tre tavolette sarebbe riuscito.
C’è stato però, come al solito per dei fanatici, un piccolo problema: Fassino, nota rana dalla bocca larga, in una telefonata privata con il signor Consorte viene intercettato dalla Magistratura e colto con le mani nel sacco e la bocca sporca di marmellata; tutto se ne va a rotoli o, come si dice in questi casi, a carte e quarantotto. Di cose strane in quell’OPA ostile ce n’erano tante. Talmente tante che i DS cercarono subito di buttare acqua sul fuoco: tutto accadde nell’estate del 2005 sotto il regime di Berlusconi.
Prodi intanto vince le elezioni e nel maggio 2006 sale al potere: il ringhioso Visco viene nominato vice-ministro delle Finanze con delega alla Guardia di Finanza.
Cosa ci combina, 48 ore dopo la nomina, il prode Vincenzo? Promuove a nuovo ruolo, “sic et simpliciter”, quattro ufficiali della Guardia di Finanza di Milano che stavano indagando sull’ “affaire” Unipol-BNL così da insabbiare tutte le indagini e mettere una “pietra tombale” su tutta la faccenda. Qualcuno però non ci sta: ricorre all’autorità Giudiziaria e i quattro se ne restano a Milano. Dopo alcuni mesi e, si dice, continue pressioni contro la GdF di Milano, qualche testimone decide di parlare: Visco ha “malmenato” il comandante della Gdf, generale Roberto Speciale, che si opponeva ai trasferimenti di Milano e scoppia così il bubbone. Visco, stizzito, chiede a Padoa-Schioppa la testa di Speciale che, finalmente, se ne va togliendo il disturbo al Torquemada Vincenzo. Da quì nascono tutte le difficoltà degli ultimi tempi per il governo Prodi e tutte le acrobazie per difendere l’indifendibile.
Ma si sà che la miglior difesa è sempre l’attacco.
E quale miglior attacco ci può essere se non quello dei servizi segreti? Dire che venivano manovrati dal centro-destra per spiare il centro-sinistra: mai il contrario! (come più volte dimostrato durante il Prodi 1). E per il signor Fassino dovevano essere talmente segreti da essere pubblici: o almeno, nel periodo di Berlusconi, dovevano essere pubblici perchè il capo deve sempre sapere. Deve sapere anche le cose più banali come vedere Corona che fotografa Sircana mentre se ne va a puttane. E come si fa a dimostrare che i documenti segreti dei servizi segreti resi pubblici dagli stessi servizi segreti non siano delle bufale segrete? E qualcuno dei “Teneri idioti” di sinistra se ne fa un problema di normalità. Ma rispetto a chi? A Consorte e alla Unipol?

Viva il Gossip

Contro i Verdi che vietano le Centrali Nucleari;
Viva il Gossip,
Contro gli Ecologisti che distruggono le Industrie Chimiche;
Viva il Gossip,
Contro i Sindacati che distruggono le Industrie Meccaniche;
Viva il Gossip,
Contro i Politici che creano milioni di baby pensionati;
Viva il Gossip,
Contro gli Ecologisti che badano alla loro pelle e se ne fregano degli altri;
Viva il Gossip,



Contro i Moralisti Ipocriti che prima rubano e poi diventan poliziotti;
Viva il Gossip,
Contro i Sindacati che difendono soltanto chi un reddito ce l’ha;
Viva il Gossip,
Contro la Magistratura che fa solo spettacolo;
Viva il Gossip,
Contro l’Intellighenzia che dice di saper tutto ma non ha mai capito niente;
Viva il Gossip,
Contro i Filosofi che a mala pena riescono ad aprire una scatoletta di tonno;
Viva il Gossip,
Contro i Sindaci che fanno Spazzatura ma vogliono regalarla ad altri.Da noi non è rimasto niente: solo Gossip e Spazzatura.
Viva il Gossip.

A vista al portatore

La Banca d’Italia
Su tutti i biglietti della Banca d’Italia, circolati nel nostro Paese dal 1896 sino al 2002, possiamo leggere:
PAGABILI A VISTA AL PORTATORE. Con l’Euro, questa frase è scomparsa. Viene da chiedersi: perché le Eurobanconote non sono più pagabili a vista?
E ancora: perché, nel passaggio dalla lira all’Euro, il portatore ha perso il diritto di essere pagato? Per rispondere a queste domande è necessario fare qualche passo indietro.All’origine, e per oltre duemila anni, il denaro ha avuto un valore intrinseco, rappresentato dal contenuto metallico della moneta.La carta in oro
L’introduzione della cartamoneta ha comportato un cambiamento straordinario, la trasformazione della carta in oro. Ma con quale strumento poteva essere realizzato un simile cambiamento? Lo strumento usato fu la fiducia. I Governi, gli Stati o le banche, che emettevano la moneta cartacea, garantivano pure la sua convertibilità – ossia il pagamento a vista – con depositi vincolati di metalli preziosi o con la garanzia dei propri beni.
La storia ci ricorda, però, che queste banconote altro non erano che promesse di pagamento: sarebbe bastata una rivoluzione, o la perdita di una guerra, o una forte inflazione o una grave crisi economica, e le banconote sarebbero diventate carta straccia.
Come abbiamo osservato, su tutte le banconote in lire si leggeva la promessa di pagamento a vista al portatore: ciò fa pensare che qualcuno, a richiesta del portatore, assolvesse alla promessa di pagamento. Forse la Banca d’Italia?
Ma, allorché ci fossimo recati allo sportello dell’Istituto, l’unico pagamento che avremmo potuto ottenere sarebbe stato il cambio con un’altra banconota, o con dei biglietti di taglio più piccolo.Il Dollaro
Prima della Seconda Guerra Mondiale tutti gli Stati hanno smesso di convertire le proprie banconote in metalli preziosi. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti d’America erano l’unica Nazione in cui i biglietti erano cambiabili in oro o in argento. Il 15 agosto 1971, anche il dollaro è diventato una moneta inconvertibile. Sui dollari troviamo però scritto: THIS NOTE IS A LEGAL TENDER FOR ALL DEBTS PUBLIC AND PRIVATE (Questo biglietto è una valuta legale per tutti i debiti pubblici o privati). Non si parla di crediti del possessore, né di convertibilità, ma solo della possibilità di utilizzo del dollaro per il pagamento di debiti fatti da chicchessia, persino dallo Stato. Sugli Euro non vi è scritto niente, solo il valore: senza alcuna spiegazione, promessa o garanzia. Il portatore può credere ciò che vuole.Il Governo italiano e l’Euro
Bene hanno quindi fatto Visco e Padoa Schioppa a vietarne l’uso nelle transazioni professionali superiori a 100 Euro: in pratica, per questo tipo di debiti, l’Euro è una moneta fuori corso.

Forse, con più cautela, l’Unione Europea, per la lotta al terrorismo, ha solamente richiesto che le transazioni superiori a 12.500 Euro, sia in contanti, sia con assegni o bonifici fossero comunicate ad apposito Ufficio: ma si sà, in Italia tutti i Professionisti sono considerati più pericolosi di Osama Bin Laden.Honni soit qui mal y pense – Teppista

L’Italia è fondata sul lavoro

Costituzione della Repubblica ItalianaArticolo 1
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.Articolo 3
………
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.Articolo 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
………




Cari bloggers, cari commentatori.Visto che nella tanto amata Costituzione della Repubblica Italiana il termine “lavoro”, quale opera fondamentale atta a migliorare la qualità della vita dei cittadini, viene richiamato espressamente in due articoli e all’Articolo 3 è considerato il mezzo per poter partecipare all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese, per favore, andate a lavorare e non sprecate del tempo prezioso in discussioni ripetitive e senza senso. Se non potete proprio farne a meno, andate almeno a farlo da un’altra parte.Honni soit qui mal y pense – Teppista.

Un colpevole sùbito

E’ dell’altro ieri l’ultima novità sulla Strage di Bologna: il principale testimone, Massimo Sparti, deceduto alcuni anni fa, a detta del figlio ha sempre mentito nell’accusare il principale indiziato attualmente in carcere: Valerio Fioravanti.
Da alcune trasmissioni e quotidiani pare che la strage di Bologna fu voluta dai Palestinesi come ritorsione nei confronti dell’Italia per aver violato un patto segreto contro Israele; secondo altri fu il Mossad israeliano a dirigere la strage quale atto di rivalsa contro lo stesso patto.Ricorreva qualche settimana fa l’anniversario dell’omicidio del Commissario Calabresi. 17 maggio 1972: a tre anni di distanza dalla strage di Piazza Fontana e dalla morte per omicidio-suicidio di uno dei principali indiziati, l’anarchico Pinelli, Lotta Continua porta a compimento quelle che fino a pochi giorni prima i media e i politici consideravano minacce goliardiche:
assassinare il commissario fascista ritenuto responsabile della morte di Pinelli. E così fu. I responsabili di Piazza Fontana non furono mai trovati e recentemente Calabresi è stato riabilitato: 35 anni dopo.

Fra venti giorni
ricorrerà il ventisettesimo anniversario della Strage di Ustica.
Le tesi più accreditate parlano di “esplosione repentina nei pressi della coda dell’aeromobile” e di “presenza di agenti chimici esplosivi”: non si parla del tipo di esplosione se dall’interno o dall’esterno.
Nel primo caso potrebbe essere una bomba a bordo, nel secondo potrebbe essere un missile. Non interessa più di tanto:
l’importante è trovare un colpevole e finora lo si è cercato e trovato tra i comandi dell’Aeronautica Militare.
Le tesi più accreditate vedono però i servizi libici in attività e diversi tentativi di “scrambling” da parte delle forze NATO contro un aereo da caccia libico che faceva esercitazioni di “tiro al piccione” a quota 30.000 piedi.Non sapendo che pesci pigliare, dopo la magra figura fatta dal suo politico prediletto, Eugenio Scalfari, ex direttore de l’Espresso, ex fondatore de La Repubblica, ex vate dell’intellighenzia di sinistra, ex smascheratore della Loggia massonica P2, a scapito di Franco Di Bella suo concorrente al Corriere della Sera, si pone un quesito amletico:
“Ci sarà sicuramente un colpevole dietro gli attacchi a Vincenzo Visco: sicuramente un’altra Loggia P2 sostenuta dalla destra reazionaria e giacobina”In Italia, si sà, almeno un colpevole lo si deve trovare subito.

Teppista.

Santoro all’Inferno, Montanelli in Paradiso e Travaglio in Manicomio

Leggendo le recensioni sulla trasmissione Anno Zero di giovedi 31 maggio mi è capitato sottomano un bell’articolo di Giancarlo Perna che fa una breve biografia del conduttore Santoro e ne descrive le qualità professionali richiamando anche alcuni momenti “catartici” che hanno caratterizzato la puntata. In particolare l’intervento dell’ospite “fesso” Marco Travaglio.Dopo tre anni di assenza Michele Santoro è tornato sei mesi fa in Rai. Nella nuova trasmissione “Anno Zero” con il suo stile da galletto, ha affrontato la pari dignità del Gay Pride e del Family Day, l’evasione fiscale nella Repubblica di San Marino e altri temi da capogiro. Giovedì scorso ha raggiunto il clou. Durante la puntata – incentrata sulla pedofilia di sacerdoti anglosassoni e arricchita da accenni alla pederastia di preti italiani – Santoro ha fatto un colpo di teatro: ha preso come testimonial Indro Montanelli. L’idea è stata del collaboratore, Marco Travaglio – ex del Giornale, oggi all’Unità – che si è rivolto al direttore, morto nel luglio 2001. Lo ha fatto con una lettera aperta che, lui così freddo, ha letto con pause commosse e sguardi al cielo. Ha così arruolato Montanelli tra i santoriani e sé stesso tra gli eredi del montanellismo. Terminata la lettura, ha chiuso gli occhi umidi in attesa di una risposta dall’Aldilà. L’evocato ha però taciuto, offeso per la sceneggiata. Santoro e Travaglio invece, a corto di pudore, si sono rallegrati per il silenzio, interpretato come assenso. Così, Montanelli è stato definitivamente incluso nella squadra di AnnoZero. Aspettiamoci nuove appropriazioni.
L’attuale biondino si considera un campione della libertà di stampa. In realtà, è un arruffapopolo di sinistra schierato in toto con la sua parte politica. Nel 2002, il Garante delle comunicazioni gli fece un liscio e busso dell’accidente. Si rammaricò però di non avere i mezzi legali per punire Santoro, auspicando però dalla Rai provvedimenti nei riguardi del dipendente: anziché contrirsi, Santoro si fece vanto della bocciatura. Quando poi Berlusconi, a nome di milioni di abbonati, dichiarò che Santoro faceva un «uso criminoso» della tv pubblica, scoppiò un pandemonio. Incapace di esami di coscienza, reagì con un misto di aggressività e autocommiserazione. «Berlusconi è un vigliacco perché abusa dei suoi poteri per attaccare persone più deboli di lui», disse e cantò in assolo «Bella ciao» in tv: fu così che la Rai lo mise da parte. Rimasto disoccupato, si candidò con le sinistre alle europee del 2004; fu eletto con 750mila voti. Li tradì in capo a diciotto mesi. Stufo di essere «prigioniero» a Bruxelles si dimise dal Parlamento Ue, alla faccia degli elettori, per fare la sua rentrée in tv nello spettacolo Rockpolitik di Celentano (2005). Si pianse addosso tutta la serata, ma creò l’aggancio per il suo riapprodo in Rai. Vediamo un pò della sua biografia: nato a Salerno 56 anni fa, il padre era ferroviere e comunista. Figlio ribelle fin da ragazzo riuscì però a laurearsi in Filosofia col massimo dei voti e una tesi su Gramsci. Senza arte ne parte arrivò così a 30 anni. come suole in questi casi si rifugiò nel giornalismo; fece due anni all’Unità, poco apprezzato, finché Beppe Vacca, che era consigliere Pci della Rai, ne impose l’assunzione a Viale Mazzini. Debuttò a Samarcanda e ne prese presto le redini: creò un clan di suoi giornalisti: per la sua aria da ducetto gli fu appioppato un soprannome rumeno: Santorescu. Era già potentissimo quando nel’96, col governo Prodi, si insediò alla presidenza Rai lo scrittore Enzo Siciliano. Sentendo che si parlava di Michele esclamò: «Michele chi?». L’ego santoriano ne ebbe uno scatto micidiale: dal giorno alla notte lasciò la Rai per Mediaset e restò sotto padrone per tre anni, con Berlusconi che era già il Mostro di Arcore, aveva il conflitto di interessi, era imputato dalle Alpi alla Sicilia. Però pagava sull’unghia. Il nostro ha avuto diverse convivenze, un paio di figli, alcune mogli. L’attuale è Sania Annibaldi, figlia di Ilario, un nababbichio industriale sanmarinese delle sementi. Quando ha fatto la puntata di AnnoZero sugli opulenti di San Marino, da lui accusati di evadere le tasse, Santoro «dimenticò» il suocero, ricco tra i ricchi. Qualche giornale glielo rinfacciò e la Voce di Romagna scrisse che il biondino si stava costruendo una fantavilla sul colle di Cavignano di Rimini. Michele – sempre su di giri – querelò dicendo che la reggia era del suocero e che lui a Rimini alloggiava al Grand Hotel. Gigi Moncalvo, che su Rai 2 conduce Confronti, volle vederci chiaro e mandò una troupe a Cavignano. Appena lo seppe, Santorescu fece il pazzo per bloccare la trasmissione. Telefonò imperioso al direttore di Rete, Marano, agli autori, agli ospiti fissi. Non cavando un ragno dal buco, passò alle diffide. Il tutto in nome della libera stampa di cui è il portabandiera. Il reportage uscì egualmente. Ma uno come Santoro, se lo conosci lo sfuggi.

Forse Montanelli si rivolterà nella tomba ma nell’Italia di oggi può anche capitare che il più grande anticomunista italiano diventi uno “Stalinista”. Come spesso usava dire a proposito del comunismo: “Non fu una buona idea applicata male ma una pessima idea applicata benissimo”.

Honni soit qui mal y pense – Teppista.

I prodromi di un regime

Charles-Louis de Secondat Barone di Montesquieu definiva nel 1748, quarant’anni prima della Rivoluzione Francese, la teoria della “Separazione dei poteri”.. il Potere legislativo
. il Potere esecutivo
. il Potere giudiziario
Senza voler entrare nei dettagli dell’opera di Montesqiueu, basta riportarne qualche periodo per capire quali sono i pilastri su cui sono state costruite le più importanti Costituzioni dei Paesi Occidentali.
« Tutto sarebbe perduto se lo stesso uomo, o lo stesso corpo di maggiorenti, o di nobili, o di popolo, esercitasse questi tre poteri: quello di fare le leggi, quello di eseguire le decisioni pubbliche, e quello di giudicare i delitti o le controversie dei privati »
E per finire il nostro Barone francese conclude la sua opera con un monito.
«Siccome tutte le cose umane hanno una fine, lo Stato di cui parliamo perderà la sua libertà e perirà. Roma, Sparta e Cartagine sono pur perite. Perirà quando il potere legislativo sarà più corrotto di quello esecutivo.»

Veniamo ora all’Italia dei nostri tempi.
C’è un vice-ministro delle Finanze che, appena nominato nel luglio del 2006, chiede la rimozione dei vertici della Guardia di Finanza della Lombardia. Non si tratta di atti che competono a cariche politiche ma dovrebbero essere decisi dai piani alti della Guardia di Finanza.
Per pura combinazione, gli stessi 4 finanzieri di cui Visco ha chiesto il trasferimento ad altra sede erano quelli che stavano indagando, con ottimi risultati, sulla scalata di Unipol (coop rossa legata al partito di Visco e di Fassino-abbiamo-una-banca) a BNL. Quando nel luglio 2006 è uscita la notizia ed è scoppiato per la prima volta lo scandalo, il Presidente del Consiglio, invece che rispondere nel merito dei fatti nudi e crudi, se l’è presa con l’Ansa che aveva dato la notizia.
Ha, quindi, sostenuto che non c’era nulla di strano, che tutto andava bene, che stava arrivando l’estate e tutti eravamo felici, quindi si trattava di semplici illazioni prive di fondamento.
Secondo lui, dato il valore della sua parola, noi ci dovevamo fidare del suo giudizio su Visco e non preoccuparci dell’accaduto.
Grazie all’intervento della magistratura milanese, per una volta miracolosamente in contrasto con i sinistri, ed alla fuga di notizie che ne fanno un caso politico, salta la rimozione dei finanzieri scomodi.
Poi, come sempre, tutto finisce nel dimenticatoio, sommerso da tutte le altre boiate fatte in questi mesi da questo governo e dallo stesso Visco. Fino a ieri quando la stampa pubblica interamente i verbali di interrogatorio del comandante della Guardia di finanza, Roberto Speciale, a cui Visco aveva “ordinato” il trasferimento dei 4 finanzieri, malgrado il suo disaccordo.
E c’è da disperarsi: minacce, continue pressioni, una richiesta irrituale e del tutto contraria alla normale procedura di trasferimento, l’imposizione a Speciale di due scagnozzi di Visco con cui il capo della GdF avrebbe dovuto concordare i trasferimenti e avanti così con una serie di telefonate e richiami continui a Speciale perché eseguisse gli “ordini” di Visco di trasferire i 4 finanzieri, che dovevano essere rimossi in tutta fretta. Il resto è storia di queste ore.
C’è qualche buon’anima che riesce a trovare in questa vicenda una netta separazione dei poteri? E qualche altra buon’anima sarebbe in grado di trovare casi simili nella italica storia dove che sò, un De Gasperi o un Andreotti qualsiasi o un Craxi o un Berlusconi qualsiasi abbiano avuto la faccia tosta di dire lo scorso anno che i quattro ufficiali avevano chiesto il trasferimento da tempo e che il Vice-Ministro stava facendo un grosso favore a loro e alle loro famiglie?

E a proposito di odierne italiche cose non è finita quì

Per fortuna il Governo ci riserva anche del Gossip.

ANSA, MILANO 01/06/2007 – Aveva decorato l’asse del water del suo locale con alcune vignette satiriche con protagonisti Prodi e alcuni ministri e, per questo, un pizzaiolo di Sesto San Giovanni dovrà pagare 1666 euro di multa per ‘oltraggio a un corpo politico, amministrativo o giudiziario’, come prescrive l’articolo 342 del codice penale. “Avevo messo in bagno per scherzo le vignette, tratte da alcuni giornali ed era chiaro a tutti che – racconta Walter Vailati, protagonista del caso, citato oggi da diversi quotidiani – era una provocazione giocosa: ho una pizzeria nella Stalingrado d’Italia e i miei clienti, gente che ha fatto il ‘68, sapendo che ho simpatie politiche diverse dalle loro, entrano nel locale con il pugno chiuso. Insomma, ci prendiamo in giro come fanno tra loro milanisti e interisti”. Sottolinea il pizzaiolo “la provocazione era stata accettata da tutti finché non è arrivato il giustiziere, lo Zorro del centrosinistra, un anonimo che mi ha denunciato alla polizia”. Quando ieri, alla Bottega della pizza di via Buozzi, sono arrivati gli agenti, Vailati è rimasto più che stupito: “con tutto quello che capita in giro, non potevo proprio credere – racconta – che fossero venuti proprio per quelle quattro vignette!”.

Di solito, dopo una denuncia, la Polizia può agire solamente se un Magistrato ne dispone l’intervento coattivo. Probabilmente se fossero in galera o fossero stati multati tutti i cittadini che hanno deriso o oltraggiato Berlusconi nel quinquennio passato, mezza Italia dovrebbe essere in gattabuia oppure sul lastrico. Ma si sà, nell’Italia democratica, c’è una Netta Separazione dei Poteri.

Honny soit qui mal y pense – Teppista.

Si ringrazia Barbara Di Salvo per la collaborazione.

Rifkin: la fobìa del clima e i suoi santoni

Ogni tanto il cretino su scala planetaria si fa risentire.
L’ultima è quella dello stoccaggio dell’idrogeno in “Distributed Mode” come se fosse una rete informatica, dove ogni computer mette a disposizione le proprie risorse per creare una rete mondiale (WWW = World Wide Web). Così vorrebbe fare con l’energia.



Per chi non conoscesse questo genio del turlupinaggio riportiamo i momenti salienti della sua vita:
Nel 1943 nasce a Denver nel Colorado, si laurea nel 1968 alla Economic Wharton School che, a differenza di oggi, era considerata a quei tempi Università di Secondo Ordine.
Non sapendo cosa fare, diventa uno dei principali organizzatori del Movimento Pacifista Americano: cavalca nel periodo propenso l’onda del Vietnam andando vanamente alla ricerca dei crimini e dei criminali di questa guerra.
Rimasto senza lavoro, per mancanza di materia prima, fonda nel 1977 la “Foundation on Economic Trend” con scopi non ben precisi: cerca di parlare di filosofia dei Massimi Sistemi. Si sa che su questi argomenti il “popolo” è scettico. Resta muto per circa 15 anni quando, nel 1995, da profeta illuminato quale ritiene di essere, dichiara che nel giro di pochi anni il “Lavoro” sarà finito e sostituito da macchine antropomorfe. Visti gli scarsi risultati delle sue visioni, nel 1998 inizia una cruenta battaglia contro le biotecnologie: se la prende con la Monsanto che, per toglierselo dai piedi, gli commissiona uno studio sui cibi transgenici. Come per la maggior parte dei “Verdi”, basta poco per comprarselo. Nel 1999 istiga il “Popolo di Seattle” alla lotta contro la globalizzazione. Persa l’ennesima battaglia diventa “vegetariano fondamentalista” (forse a causa degli studi sul mais fatti per conto della Monsanto) e inizia una battaglia feroce contro il consumo della carne animale. Ennesimo capitombolo e conseguente cambio di rotta: la “Battaglia per le energie rinnovabili”. Trova in Europa e nella Commissione UE una sponda fertile dove seminare “Verità Vere” a piene mani. Alle prime confutazioni, da parte dei maggiori scienziati e tecnici dell’energia, concernenti l’instabilità e l’indisponibilità delle fonti rinnovabili, capisce di essere partito male e, con la classica destrezza che lo contraddistingue, aggiusta il tiro.
Nel 2005 sposa questa teoria. Le fonti rinnovabili non sono stabili, non sono sempre disponibili, non sono economiche, non sono sempre pulite: prendiamo allora le migliori, quando ci sono (per esempio il sole quando splende) mettiamole da parte, sotto forma di idrogeno, in tante piccole scatolette (tipo Simmenthal per intenderci) e usiamole all’occorrenza. Facile ! No ?.



Peccato che il signor (??) Rifkin si sia dimenticato di alcuni banali parametri.
. Il peso molecolare dell’idrogeno è talmente basso che per avere l’equivalente di 5 chili di benzina bisogna avere un contenitore di 60 metri cubi (4 x 4 x 4 metri) o stivare l’idrogeno ad elevatissime pressioni (300 atmosfere) in bombole pericolosissime.
. L’idrogeno è un gas altamente esplosivo: è sufficiente una concentrazione del 4% per raggiungere il punto d’infiammabilità.
. L’idrogeno non esiste in natura: il buon Dio se ne è guardato bene di lasciarlo alla mercè di cretini di questa levatura. La trasformazione dell’acqua in idrogeno ha un costo energetico enorme con rilascio in atmosfera di elevate quantità di calore (circa il 50% dell’energia ottenibile)
. La combustione dell’idrogeno, in motori endotermici, produce elevate quantità di vapore e un impoverimento di ossigeno nell’atmosfera. La combustione tradizionale del petrolio produce anidride carbonica che i vegetali riconvertono in ossigeno: il bilancio dell’ossigeno nel 2005 era praticamente stabile: basterebbe aumentare del 30% la quantità di vegetali per compensare l’eccesso di anidride carbonica e annullare l’”effetto serra”.
. Le celle a combustile, tanto suffragate dal signor Rifkin, producono anidride nitrica non convertibile anzi formente dannosa ai vegetaliIn pratica l’ennesima “Bufala” del Signor Rifkin. Bisogna riconoscere a questo tizio una forte capacità come venditore di fumo e come letterato da Gossip. Ciò che ci dispiace è che in Europa ci sia tanta gente che gli crede. Quello che ci dispiace di più è che il signor Rifkin abbia trovato quale maggior sponsor il signor Prodi quando era alla Commissione UE e lo è ancora oggi che è a capo del Governo Italiano. Voci di corridoio parlano di un contratto di consulenza dellla “Foundation on Economic Trend (FoEC)”, con la UE, superiore a 5 milioni di Euro. Quanto gli avrà dato il nostro signor Prodi dopo il ritorno in Italia ?
Se qualcuno volesse dei dati seri sull’idrogeno e le sue applicazioni vada al seguente indirizzo. Università di Princeton (NJ). Quattro ragazzi che si divertono a fare gli scienziati: pare meno bravi della FoEC a vendere le loro idee.Honni soit qui mal y pense – Teppista

Tremonti Santo, Pecoraro e le Eco Balle, Visco all’Inferno e Bertolaso in Paradiso.

Questa settimana, come al solito, non ci ha riservato grandi avvenimenti.Il tesoretto sale. Parte da 3 miliardi di euro, poi cinque, poi sette, sale a dieci e adesso sembra fermo a 12. Come TUTTI sanno l’economia, la finanza, la contabilità e le statistiche non sono ad effetto immediato. Solo chi guarda gli agenti di Borsa alla televisione mentre fanno segni strani, e qualche volta equivoci, crede che la finanza sia in “real time”. Tremonti ha operato bene: lo hanno riconosciuto sia Padoa Schioppa sia Draghi. Altro che finanza creativa: da buon maestro del concreto, il professor Tremonti ha fatto i suoi conti, ha fatto le sue proiezioni e ora se ne vedono i risultati. Certo, l’Europa è partita, l’Italia è ancora indietro ma, nei corsi e ricorsi economici non poteva essere altrimenti. E allora, Visco cosa ha capito ? Poco diremmo e quel poco ottusamente e senza guardare al di là del proprio naso. Il maggior gettito non viene certo dalle manovre del Governo Prodi: se ne vedranno gli effetti solamente da fine giugno. Tutto dalla tassazione indiretta, niente emersione del nero, niente emersione dell’evasione: tutta IVA, accise e tasse sull’energia: tutto scritto nelle manovre di Tremonti. E allora? Visco all’inferno perchè non conosce l’aritmetica e dimissiona in blocco la Guardia di Finanza: occhio non vede, cuore non duole.
Prendiamo ora il telecomando, una spazzolata sul satellite, sulla CNN, sulla BBC o su ZDF: che bello spettacolo la pattumiera Napoli sulle reti internazionali !! E quell’idiota di Pecoraro Scanio ne fa un problema di ecologia, di preservazione dell’ambiente, di garanzia dei polmoni verdi. Ma ai polmoni dei napoletani ci ha mai pensato ? Ma alle TV straniere che ci prendono per i fondelli ci ha mai pensato ? Ma a qualche termovalorizzatore moderno che trasforma l’immondizia in energia e in residui di carbonato di calcio utilizzabili come addittivi del cemento, ci ha mai pensato ? Chissà come mai in Germania, Belgio, Olanda, Svezia, Norvegia, Finlandia, Francia e Liechtenstein ci hanno pensato da più di dieci anni. Dovrebbe diventare Rosso dalla vergogna, altro che Verde. E Bertolaso queste cose le ha dette chiare e nette: al punto da dover dare le dimissioni.
Bertolaso in Paradiso, Pecoraro e Visco all’Inferno, Tremonti Santo e Prodi ?…. ma va a ……….Honni soit qui mal y pense – Teppista