Proprio un ragazzino non lo sono: sono nato nel 1953, qualche mese dopo la morte di Stalin;
almeno quella volta l’ho scampata proprio bella.
Sono contro le dittature: tutte; soprattutto quelle di sinistra, le più subdole e le più sfacciate: si diceva un tempo che le dittature di destra bene o male cadevano tutte, quelle di sinistra mai! Ancora oggi, queste ultime stentano a cadere.
Detesto il comunismo.
Ho studiato per quasi 20 anni, dal 1959 al 1978 e ho sempre avuto tra i piedi, anche alle elementari, dei comunisti: dal maestro partigiano alla bidella eroe della Resistenza, dal Movimento Studentesco a Lotta Continua, dal PCI al PSIUP: per un pò li ho anche condivisi.
Lavoro da 30 anni e ho sempre avuto a che fare con i sindacati: dalla CISL alla CGIL, dalla FIOM alla FULC. Non ho mai sopportato quelli che, urlando, cercano di scaricare le proprie responsabilità e le proprie decisioni su altri procurandosi privilegi da uno Stato assistenziale che è costretto a darli. Ho vissuto, per il mio lavoro, diversi periodi più o meno lunghi, all’estero: dagli Stati Uniti alla Russia, dalla Giordania all’Iraq, dal Marocco all’Arabia Saudita, dall’Argentina al Brasile.
Ultimamente mi sono un pò stancato di girare il mondo e preferisco mandarci altri: dei giovani. Amo l’Italia che è ancora la terra più bella: gli italiani, come popolo, buoni, lo sono un pò meno. Abito nell’hinterland di Milano: 7 chilometri e sono in piazza del Duomo; appena 4 chilometri e sono in ufficio: certe volte è un pò una pena pensare a quelli che, per lavorare, si devono fare due ore di macchina in fila.
Sopporto appena il blog che però riesce a prendermi e ad affascinarmi: ci vengo a tempo perso, quando non ho altro da fare. Mi sfogo e mi diverto a stuzzicare i “fanatici della politica” che, da queste parti, sono in maggioranza di sinistra.
Non sono di destra, non amo la conservazione, non amo le dittature: amo l’ordine, il rispetto del prossimo, della vita e delle cose altrui, della propria e dell’altrui libertà: sono un liberale.
Detesto chi si riempie la bocca con parole vuote come solidarietà, altruismo, socialismo e concertazione: di solito chi le usa pretende che le azioni vengano poi fatte da altri senza per questo dar nulla in cambio.
Credo in un solo Dio pur essendo, alle origini, un mezzo sangue: un pò ebreo e un pò cattolico.
In poche parole, amo Mosè che basta e avanza.
Teppista
