| Costituzione della Repubblica ItalianaArticolo 1 L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.Articolo 3 ……… È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.Articolo 4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. ……… ![]() Cari bloggers, cari commentatori.Visto che nella tanto amata Costituzione della Repubblica Italiana il termine “lavoro”, quale opera fondamentale atta a migliorare la qualità della vita dei cittadini, viene richiamato espressamente in due articoli e all’Articolo 3 è considerato il mezzo per poter partecipare all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese, per favore, andate a lavorare e non sprecate del tempo prezioso in discussioni ripetitive e senza senso. Se non potete proprio farne a meno, andate almeno a farlo da un’altra parte.Honni soit qui mal y pense – Teppista. |
Postato in: Società e costume

Ecco ilsolito burbero! E se sti poveretti non ce l’hanno un lavoro? ti rendi conto come li tratti!:-(
Povere anime senza lavoro ma con il pc il modem il cellulare l’I-pod, il palmare… ma come fanno Tep?
Ciao ciao e bastona bastona
Devi avere trascorso un ottimo sabato sera ;-DDDDD
Tiziana,
se hanno un lavoro che pensino a lavorare; se non ce l’hanno se lo cerchino da qualche parte, non certo su un blog. Da fare, in giro, ce n’è per tutti, basta volere.
Dove vadano a prendersi tutti quei gingilli che costano fior di quattrini non lo so: so che la maggioranza degli sfaccendati ce li ha.
Gcanc,
i miei sabati sera sono più o meno tutti uguali: niente di eclatante. Qualche coppia amica a cena, a casa nostra o loro, come dei poveri vecchietti: ormai i figli hanno una loro vita e i sabati se li gesticono da soli. Le solite discussioni, le solite cose.
A proposito invece dell’argomento blog io e un mio amico, venerdì sera, ci siamo posti un reciproco quesito sull’utilità dei blog e sui benefici che comportano nell’ambiente di lavoro.
Lui lavora in una azienda del settore energetico che fa la corrente elettrica per Milano, incomincia per A e non è l’ATM.
Bene, ha verificato, in maniera molto discreta, l’assiduità dei dipendenti sui blog durante le ore lavorative. Meglio lasciar perdere: 4-6% del tempo lavorativo perso sui blog soprattutto a carattere sportivo. Dalle mie parti non ho fatto una analisi ma penso che le cose siano più o meno le stesse: questo, ovviamente, tra impiegati, quadri e dirigenti.
Per una azienda con 50 impiegati significa 5% di 1.680 ore all’anno = 84 ore. Moltiplicato per 50 persone = 4.200 ore che, a un costo medio di 25 euro all’ora, fanno esattamente 105.000 euro: 203 milioni di lire buttate.
Capito il significato del post ?
SI caro Teppista avevo ben inteso pure prima ma la cosa che mi duole di più non è l’impiegato del settore privato che alla fin fine può essere redaeguito, rimproverato , magari punito se scoperto, mi dolgono tutti gli impiegati pubblici che invece di lavorare giocano al pc o in internet, o sono sempre al telefono a al bar, loro non solo sprecano il denaro pubblico ma per giunta creano altri costi aggiuntivi. Porto un esempio da più di due anni ci siamo trasferiti da palermo alla provincia. Tutti i documenti e le pratiche tra comune ed enti palermitani sono state espletate e comunicate . abbiamo votato qui, le bollette ci arrivano regolarmente solo un ente l’Amia (l’immondizia) ci fa arrivare tramite la Montepaschi serit una cartella di tassa non pagata del 2005! Bene l’impiegata di turno ebbe l’ardire di sostenere che il nostro comune di residenza non aveva comunicato all’Amia l’avvenuto trasfimento e realtivo cambio di residenza . Secondo voi quando il comune mio di residenza ha comunicato a tutti gli enti la nostra nuova residenza, l’impiegato dell’Amia addetto a registrare e notificare tale comunicazione negli appositi registri dell’ente che lo stipendia regolarmante, dov’era? Ed inoltre tutto questo spreco di soldi inerenti alla comunicazione che la montepaschi serit ci fa e che poi deve essergli pagato a carico di chi è? Vedete dunque che oltre al costo reale dell’indolenza c’e’ anche un costo sociale che tutti noi paghiamo grazie agli impiegati statali (regionali comunali municipali) che non amano altro che la loro busta paga e non fanno il loro lavoro? ciao ciao
Avevo capito il senso del post e volevo solo fare lo spiritoso, come sempre. Ogni tanto anch’io, per scherzare, commento da qualche parte, quando noto una certa assiduità “botta e risposta” tra commentatori: “ma nessuno lavora oggi??” Qualcuno abbozza, qualcuno mi invita a farmi gli affari miei, qualcuno la prende come battuta. In ogni caso, quello che dici è vero. Tra l’altro, è spesso confessato dagli stessi blogger. Qualche tempo fa ho letto di un’indagine fatta in Inghilterra in cui si diceva che il blog metterebbe in crisi i matrimoni, nel momento in cui i blogger mettono in piazza le loro tresche o i problemi familiari, facendosi ovviamente riconoscere. Anche in questo caso: non sarebbe meglio che lavorassero? Conserverebbero lo stipendio, il matrimonio ed eviterbbero una figura da idioti.
Tiziana, Gcanc, non avevo dubbi sulla vostra perspicacia: ho voluto solo esplicitare il fatto.
La cosa più preoccupante secondo me è poi un’altra. Questo mio amico è un dirigente che si interessa di informatica in modo professionale. Per ragioni di privacy mi diceva che nel sistema informatico aziendale lui può tracciare, attraverso i server, le connessioni internet (IP) verso siti non inerenti l’attività aziendale, può conoscerne la destinazione esterna (blog, chat, email, e-commerce, ecc.) ma non DEVE ASSOLUTAMENTE tracciare all’interno. In pratica, si conoscono i peccati, la durata del peccato ma non il peccatore. Per cui, Tiziana, non è solo un problema della Pubblica Amministrazione ma anche dell’industria privata in quanto non ci si può, giuridicamente, far niente.
L’abitudine è tra l’altro molto diffusa tra persone a orario fisso che operano in uffici burocraticamente organizzati: in pratica devono essere presenti nelle otto ore e non serve a nulla un eventuale recupero.
Spero solo che non si diffonda più di tanto perchè quando i numeri superano il 10% si incomincia a parlare di assenteismo con tutte le conseguenze del caso.
Scriverlo in un post servirà a poco ma almeno quei quattro gatti che lo leggono ci riflettono sopra.
P.S.: I contatori attualmente attivi sul mio blog ( e penso come quelli di altri ) indicano un picco di lettori dalle 14 alle 17 con una permanenza media di 2 minuti: CVD.
Ciao Teppista! Ti volevo informare che ho finito gli esami (troverai i particolari nel mio blog)!
P.S. Come sono andati gli scritti di tua figlia?
Lorenzo, letto tutto sul tuo blog e ancora complimenti.
Mia figlia va molto meglio di quello che sperava: con il tema su Dante, una discreta prova di matematica e una buona terza prova ha accumulato 40 su 45 punti. Ne aveva già 17 con le prove durante l’anno così ha raggiunto 57 su 100. Con l’orale può al massimo prendere altri 35 punti: si accontenta di una ventina. Vedremo lunedì 2 luglio: i risultati ci saranno il 7 o il 9.
Secondo me ormai il lavoro non è più un diritto, è un obbligo.
P.S. Speriamo bene per tua figlia! Se ha preso dal padre non dovrebbe essere andata male!
Lorenzo, grazie per i complimenti.
A proposito del lavoro….. è un bel match.
A parte considerazioni filosofiche sul significato della vita, il lavoro è ciò che permette di vivere con dignità senza dover ringraziare nessuno. Per una vita dignitosa, il lavoro è quindi un obbligo per tutti gli esseri umani. Per lo Stato, quale aggregazione di uomini, è un dovere garantirlo ai propri cittadini: per il cittadino, appartenente allo Stato, è un diritto averlo garantito. E’ un dovere del cittadino non abusare però di questo diritto per farsi gli affari propri.
Eh… il problema del lavoro investe il nostro tempo, molto più di quanto il nostro tempo investe nel lavoro…. Ciao!
Parra, questa è un pò difficile da digerire. Forse passiamo il nostro tempo a pensare al lavoro piuttosto che lavorare per passare il tempo; o viceversa.
Lavorega ,lavoro una sega! Non fanno altro che parlare di articoli della costituzione ,ma si dimenticano sempre il numero 1…! Diritti di qua,diritti di la,ma s non sei raccomandato non trovi nulla.Praticamente tutti quelli che conosco sono stati raccomandati,io no,infatti sono disoccupato.Da una costiituzione scritta da Comunisti e democristiani,rei confessi d’aver pure imbrogliato le elezioni tra monarchia e repubblica cosa voilete di più?