Mio nipote Francesco

Mio nipote Francesco ha 8 anni e con il PC ci gioca soltanto: videogiochi, videogiochi e videogiochi. Ogni tanto sua madre stacca la spina: giusto il tempo per fargli fare i compiti. L’altro giorno, gironzolando per casa, mi vede mentre scrivo sulla tastiera in maniera così accanita da fargli dire: "Piano, piano che me la spacchi: finisci in fretta che devo giocare. Ma che divertimento ci trovi a scrivere sul computer? Cosa stai facendo ? Che gioco stai facendo?".
Il solito problema dei perché dei bambini: rispondere a uno di otto anni spiegando che si sta discutendo con qualcuno che, magari, si trova a 500 chilometri di distanza non è proprio facile. Niente di ipertecnologico da spiegare: sua zia abita a Toronto, ci parla al telefono tutte le settimane conosce quindi funzionamento e distanze.
"Zio, non capisco che gusto ci trovi: fai più fatica del telefono, non ti diverti, non vinci mai e fra un pò, a star così, ti verrà pure il mal di schiena. Mi sembri proprio stupido"
Vagli a spiegare che dall’altra parte c’era qualcuno che non la pensava come me e stavo cercando, in tutte le maniere, di spiegargli che al mondo ci sono tanti modi, diversi dal suo, di vedere le cose.
"Beh, zio, la vuoi smettere? Togliti dai piedi che ho Dark Age da finire"

Forse ha ragione Francesco: cosa ho vinto quando sono riuscito a convincere quel "finto" signore che si trova a 500 chilometri di distanza e vede le cose in un modo diverso dal mio ?

Honni soit qui mal y pense – Teppista

43 Risposte

  1. forse niente,
    o forse una soddisfazione di un attimo, e quel piacere grandissimo che a me personalmente da’ la discussione.
    Siamo animali sociali, una volta si diceva.
    e forse dietro al blog c’è proprio questo, il desiderio, e la felicità derivante, di una bella chiacchierata.
    Ciao e buonanotte,
    Lele martini

  2. Ciao Lele, vado a dormire anch’io. Buonanotte

  3. Ma è davvero tuo nipote ? Che scassa che deve essere…
    Silviotta

  4. Cosa si vince? Niente, ma la domanda me la faccio ogni giorno, visto il lavoro che faccio. Cosa resta di ciò che dico e scrivo? Poco, credo, ma a volte mi basta che qualcuno mi dica: sai, ho pensato a quello che hai detto. C’è gente che non pensa mai, si beve tutto quello che sente da “autorevoli fonti” e non aziona mai lo spirito critico, non si fa mai domande. A me basta che qualcuno, ogni tanto, si faccia delle domande, metta in dubbio, guardi con diffidenza a quello che gli rifilano. Non è vero che non resta traccia. Anche un granello di sabbia nell’ingranaggio può far saltare l’intero meccanismo. Allora sì che hai vinto qualche cosa ed è meglio che cominci a stare attento ;-)

  5. Gcanc, a parte che di gente in giro con “oliatori” per tenere comunque il meccanismo funzionante ce n’è a iosa; a parte che tu lo fai di mestiere e quindi per te è uno degli obiettivi della tua professione (e ci mancherebbe che non lo facessi) ma io a Francesco come glielo spiego che bisogna andare in giro con un secchiello pieno di sabbia a sporcare ingranaggi a destra e a manca. Mica è virtuale: quello va in giro davvero e suo padre lo mena se lo becca a fare certe cose.

  6. Silviotta, certo che è mio nipote: come si dice, di secondo grado. E’ il figlio della figlia di mia sorella (io ho 54 anni, mia sorella 57 e mia nipote 32 anni). In quella foto Francesco aveva 7 anni ed era in vacanza in montagna: è peggio di uno scassa. Una peste, direi quasi… un teppista.

  7. Degno di tanto zio ;-)
    Ho sempre avuto una certa simpatia per i sabotatori, non tanto per l’azione in se stessa che mettono in atto, ma per la capacità di evidenziare le falle del sistema che si pretende perfetto e indistruttibile.

  8. Cosa si vince? Che si diventa più umani, che ci si apre agli altri, che si impara qualcosa, che si esce da se stessi, che si rafforza un frammento della rete che unisce tutti noi abitanti di questa terra, l’uno all’altro.

  9. Luciano, vai tu a raccontare a Francesco tutto questo bel discorsetto che hai fatto ? Per lui esistono solo tre o quattro cose nella vita:

    . La sua mamma, il suo papà e i suoi nonni
    . La sua maestra preferita e i suoi amici di scuola
    . Il videogame Dark Age
    . La Nutella

    Il resto, come dice lui, “è una stufita”

  10. io credo che anche se il resto è una stufita, non è che sia poi sto dramma.
    E poi, è giusto che i suoi punti di riferimento siano quelli.
    A certe domande penso che dovrebbero rispondere quelli.
    E’ già fortunato ad avere addirittura una maestra preferita, forse lei quando crescerà-perchè ora ha una giovane età-o forse i suoi genitori, o forse tu, quando sarà più grande gli faranno capire che non c’è solo la nutella nella vita.
    Ma comunque non ho capito, se la domanda del post originale era come spiegare il perchè del blog *a tuo nipote*, oppure era una domanda che ti rivolgevi a te stesso.
    Ciao,
    Lele martini

  11. Lele, il blog non rientra nella “metrica” di Francesco: non serve convincerlo, non si sintonizza e sarebbe sbagliato provarci.
    Le mie domande sono generalmente poste ai commentatori.
    L’ultima risposta che ho dato a Luciano è una metafora: non tutti quelli che leggono i blog hanno gli ideali di Luciano: anzi.

  12. La saggezza dei bambini viene spesso sottovalutata. Ma tu la prossima volta prendilo in contro piede e digli : ma tu che giochi sempre con una cosa che non esiste che gusto ci trovi? E vedi che ti dice!

  13. Ciao Teppista. Quando si scrive, c’è sempre la speranza che leggano i commenti più persone di quante poi intervengono nella discussione, ma soprattutto la consapevolezza che tra questi qualcuno si gioverà di quanto scriviamo, o avrà con un po’ di umiltà, una visione più ampia della questione trattata. Ma credo che ci faccia accanire nello scrivere, la sfida con noi stessi, più che con l’interlocutore che a volte pare che “giochi” con la nostra intelligenza portando dei ragionamenti assurdi,che sembrano vere e proprie arrampicate sugli specchi e che, una volta intrapresa la discussione, non riusciamo a lasciare senza una risposta, anche per non dare l’impressione di essere stati,a nostra volta, convinti dall’interlocutore. Il problema è quando ci si imbatte in orecchie che non vogliono sentire….

  14. Tiziana, davvero non mi è venuto in mente di fargli quella domanda. Posso pensare alla probabile risposta (sperando che non venga a leggerla): “Ma a te chi te lo ha detto ?”.
    Sai, è un furbetto, un pò un … teppista. Sono sicuro che quì a curiosare magari ci viene.

  15. Giuseppe: non c’è più sordo di chi non vuol sentire. Forse non è neanche un problema di menomazione dell’udito. Mi sembra quasi, gironzolando per i vari blog, che qualcuno ti voglia vendere qualcosa: che qualcuno ti voglia vendere il proprio modo di pensare o la propria visione del mondo. E non c’è cosa peggiore di un venditore di idee. Vedi, forse, perchè non riesco a spiegare a quella peste cosa ci faccio sul blog. Non capirebbe mai che questo è un supermercato delle idee, anzi un brocantage delle idee, quasi un mercatino fuori porta o un mercato delle pulci per idee e genialità. Chi gliele spiega ’ste cose ?

  16. io credo che tu, o qualcun altro, dovreste fornirli le armi per stare in questo supermercato delle idee, se ne avrà voglia.
    ciao,
    lele martini

  17. Lele, forse è un pò presto armarlo così giovane; forse l’adolescenza può essere il momento giusto per capire. Mi sembra importantissima la tua ultima frase: “se ne avrà voglia”.
    Ciao
    Teppista.

  18. Io credo anche che questo posto si sia sostituito in noi adulti a quei meravigliosi momenti della nostra adolescenza in cui ci radunavamo davanti al famoso “muretto” che poi per me era il bar vicino a scuola dove faceva sì moda starci ma era anche un momento per reincontrarci tutti, spiare il tipo che ci piaceva, osservarci, scambiarci opinioni e segreti, fare grutto (non branco) e sentirci tutti meno soli. Oggi , almeno per me tutto questo non è più possibile, gli amici si sono tutti sposati e chi più chi meno tra lavoro e famiglia non abbiamo il tempo per radunarci a fare i ragazzini. Tuo nipote ancora in questa fase ci deve passare e lasciamogli la sua meravigliosa infanzia. CIao tep

  19. correggo “gruppo ” e non grutto ….

  20. Probabilmente un ragazzino di 8-10 anni ricerca nei suoi momenti ludici: pallone, figurine, videogiochi, gare nel senso stretto, il momento della vittoria, la soddisfazione nell’essere ripagato anche solo da una macchina (il PC) nel momento che questa gli assegna un punteggio. Non penso sia ancora in grado di capire il confronto di idee e della parola senza una gratificazione seppur effimera.
    Ciao

  21. non siamo nulla senza le discussioni. E la scrittura ci permette di non essere spocchiosi, di poter riflettere e di poterci preparare ad ogni evenienza. Insomma, è istruttivo come leggere un libro. Solo che è interattivo.

  22. anche la discussione orale, per me, ci permette di non essere spocchiosi.
    Basta l’educazione e il rispetto per gli altri e per le idee degli altri.
    Se mancano queste, allora è dura che anche scrivendo non venga fuori la spocchia.
    Ciao,
    Lele martini

  23. ALicesu io la penso diversamente. Io credo che ci siano persone spocchiose che riflettono la loro spocchia nei loro scritti. Gente che ha perso la sensibilità, o forse non l’ha mai avuta, verso gli altri al punto da non riconoscere la rabbia dall’odio negli scritti. Gente che ritiene di detenere il potere dell’entrare in empatia con gli altri che invece non riesce a intellegere nello scritto di un altra persona al punto che si circonda sempre dei suoi amici per essere sorretto. Gente che usa stili boriosi ma sommessi per sferrare le peggiori coltellate. Gente che manipole le informazioni a modo proprio.
    Quindi spesso i commenti del blog diventano sterili sfoghi ed ostentazione di prese di posizione.
    Lele il rispetto per gli altri lo si dimostra in tanti modi soprattutto non distorcendo le sue parole e cercando di essere sempre rispettoso di tutti soprattutto delle idee altrui. Se si vuole rispetto lo si deve dare.
    Quindi in effetti l’affermazione del nipotino di Teppista non è poi così ingenua!?! no?
    “Zio, non capisco che gusto ci trovi: fai più fatica del telefono, non ti diverti, non vinci mai e fra un pò, a star così, ti verrà pure il mal di schiena. Mi sembri proprio stupido”

  24. tiziana, mi pare che abbiamo detto le stesse cose, non ho capito, però, se ti riferisci a me quando dici della distorsione delle parole degli altri, e dell’irrispettoso; oppure se era una considerazione generale, se è così mi trovi d’accordo.
    Seconda cosa, io non ho mai detto che la frase del nipotino sia ingenua, ma soprattutto non capisco cosa c’entri col resto della tua risposta.
    Vabbè, forse è tardi e c’ho sonno.
    Vado a dormire,
    buona notte a tutti
    Lele martini

  25. No ema non era riferito a te ma sai qui da noi si dice parla a me soggera e sente me nora (lo dico alla suocera e sente mia nuora).Poi non ho detto che tu hai detto… uff che fatica ci siamo incartati ,insomma, lele io ho solo sottolineato e rimarcato le tue parole affinche gli altri capissero che il rispetto che pretendono prima lo dovrebbero provere verso il prossimo e poi pretenderlo.
    Infine ho voluto dire che i bambini non sono poi così ingenui (non che lo abbia detto tu) spesso capiscono prima che non vale la pena spaccarsi il cervello per capire gente di cui nemmeno sai che faccia abbia. Tutto qui! nulla di personale con te.

  26. tiziana: purtroppo è vero che in molti non riescono a fermarsi nemmeno davanti allo scritto… Personalmente, ho trovatomolto giovamento da questo mezzo. Ho stemperato l’arroganza che ho di persona (ma a volte invece esce senza che io riesca a fermarmi.. ma capita sempre meno spesso).

  27. Scusate se mi intrometto. Alice, perchè DEVI per forza stemperare l’arroganza ? Io penso che uno dei vantaggi del WEB, dalle chat ai blog e anche al mailing, sia il fatto che, certe persone, trovano nell’anonimato del proprio intervento un sollievo. Per certi versi, nei timidi, è a loro vantaggio, negli aggressivi è a vantaggio per gli altri. Poi, ci sono quelli che fanno finta…………………….. :-)

  28. mi intrometto pure io, prima forse però bisognerebbe capirsi su cosa intendete per arroganza…
    ciao,
    lele m.

  29. Beh Lele per me l’arroganza non è dire la propria con fervore e incisività o tentare a tutti i costi di farsi capire , come spesso capita a me, ma cercare a tutti i costi di far dire delle cose mai dette è un esempio di arroganza. Far passare per violento una persona che è statatper tanto tempoistigata dai meccanismi subdoli premeditati da giochi di due o tre persone che orchestrano i linciaggi e i depistaggi. questo che succede su certi blogo è l’arroganza. Ciò che peggiora il tutto è che c’e’ sempre gente genuina convinta che queste persone arroganti siano davvero dei san francesco delle anime caste e pure dei che guevara moderni. Beh! E’ tutto un bluff sono degli arroganti è qui mi fermo perchè se mi lascio andare creo un’altro caso politico di cui poi mi devo preoccupare e di cui devo aver paura altrimenti mi puniscono :-) ) non il padrone di casa ovviamente!!! Ciao a tutti

  30. Tep sai che io non amo poi tanto il blog perchè di natura sono un’istintiva , come i cani e il blog mi leva la possibilità dell’immediatezza in cui tu non hai il filtro del tempo di latenza del blog. Nell’immediatezza non ti puoi costruire il tuo bel discorsetto e lì esci al naturale Beh! io li sono me stessa e se mi provocano riesco meglio a far uscire il peggio degli altri come spesso succede a me che non ho il callo sulal faccia come certuni! beh! ora ti lascio che vado a dormire è stattuna brutta giornata. Due funerali e due cani abbandonati se mi vuoi dare una mano, se puoi leggi il mio ultimo post. CIao

  31. Tep: il fatto è che, se si discute con un individuo arrogante, non ci sarà mai confronto. E’ come parlare con un muro.
    Secondo me l’anonimato aumenta la maleducazione. Ma non mi sembra abbia grandi vantaggi. D’altra parte, io mi sono sempre firmata con il mio vero nome e sono facilmente riconducibile alla realtà… quindi è proprio una cosa che non riesco a comprendere..

  32. Alice, lo vedo quasi più un vantaggio per i timidi: parlare a ruota libera senza aver paura di essere immediatamente giudicati. Per gli arroganti: non possono alzare la voce e non possono prevaricare nessuno. Dirò che, in questo caso, il problema è più per i cosiddetti normali: non sanno adattarsi elle situazioni. Sul blog un arrogante dura poco se dall’altra parte la risposta è ferma.

  33. Giusto per restare in argomento: Proprio ieri(Sabato) ho subito sul blog di Luciano Comida, nel post “Sto guardando ANNO ZERO di Santoro”, un tentativo arrogante di farmi dire, ad ogni costo, cose che non avevo detto.Ne è nata, ovviamente una lunga “querelle” come qualcuno l’ha definita, nella quale,sinceramente, non ho mollato la difesa.Infatti l’unica cosa che mi fa davvero incazzare è proprio quando mi si mettono in bocca parole che non ho detto, magari riportate col virgolettato, o si cerca di falsare il senso dei concetti da me espressi. Lì non mollo a costo di apparire petulante e noioso. Buona Domenica

  34. p.s. La questione era iniziata già Venerdì 09.tra me ed Irnerio.(che poi, quando vuole, sa essere comunque simpatico e questo mi fa dispiacere ancora dippiù quando ci si impunta reciprocamente su certi fatti).ARIBUONA DOMENICA A TUTTI!!

  35. Buona domenica Giuseppe.
    Sono andato a rileggermi, a grandi linee, la discussione tra te, Irnerio, MarcoB e adesso ci si mette pure El Nino.
    A parte considerazioni di ordine formale: state a “discore” del comportamento di uno che non c’è (sarei io) così, tanto per il gusto di dir qualcosa: questo passi.
    Mi sembra che comunque la questione verteva, come al solito, su due materie fondamentali:
    1) Dare addosso all’unico che la pensa diversamente dal “gregge” (mi si passi il termine) cercando di fargli dire, o mettergli in bocca, cose che non ha detto.
    2) Fare delle strane allusioni sugli “adepti” di Teppista (mica sono un “Santone”) e sullo stile di gestione dei blog.
    2.1) Se mi accorgessi di fare adepti, mi preoccuperei molto e sarebbe la volta buona che chiuderei tutto.
    2.2) Sullo stile di gestione del blog ognuno fà quello che gli pare: Luciano Comida fa una specie di “Grande Fratello” in solitario: in pratica fa entrare una telecamera in casa sua, fa dei colpi di flash sul suo modo di vedere le cose e li espone alla pubblica critica. Parla dei gatti, dei cani, delle ricette che fa, dei suoi acciacchi e delle sue letture. Questo modo presuppone una continuità temporale nella visualizzazione dei post.
    Io faccio un blog per argomenti: mi viene in mente qualcosa, succede qualcosa, dico la mia. Questo modo non presuppone una continuità temporale nella visualizzazione dei post. Io sposto i post indietro nel tempo, li riesumo all’occorrenza, li modifico in base all’evolversi della situazione, censuro i commenti a mia discrezione (è raro ma lo faccio) e ne faccio di nuovi.
    Il modo di fare blog di Luciano è uno, il mio è un altro: come un altro è quello di ventidasinistra (Carla) che sottopone a verifica ogni commento: a sua discrezione ne pubblica alcuni e altri no.
    2.3) Per quanto rigurda poi la diatriba del mio allontanamento dal blog di Luciano, del conseguente mio post sul mio blog e del post di Luciano; per me l’argomento era chiuso e non ne valeva la pena di parlarne, per qualcun’altro no. E’ una questione di buon gusto nei confronti degli altri: nel blog non esistono solo MarcoB, Irnerio e El Nino. C’è tanta gente simpatica che mi scrive per email e che di leggere certe cose, proprio non gliene frega niente.
    Tra l’altro, conoscendo un pò di “blogging” come qualcuno dice di sapere i miei post non sono cancellati: sono solamente tolti dall’indice. Se qualcuno ha l’indirizzo si possono riesumare con i propri commenti: basta andare sul blog di Luciano e cliccare il link di un mio post nascosto e voilà che lo si rivede. Santa Pazienza.

  36. Teppista mi dispiace che sia saltato fuori il tuo nome,credimi.E forse proprio per questo stamattina ho preso la palla al balzo ed ho fatto riferimento nel mio commento sul tuo blog. Inoltre non è mia abitudine, anzi detesto parlare degli assenti, lo trovo scorretto e, mai soprattutto ne parlerei male; piuttosto, a quel punto, starei zitto. Puoi costatare infatti che neppure l’ho fatto io per primo il tuo nome; anzi all’inizio neppure avevo capito a quale questione Irnerio si riferiva. Poi si è inserito El Nino che ha fatto da “traduttore” di quanto detto da Irnerio, ma io direi più da giudice e giustiziere e, nel mettere a suo modo a posto le cose, ha specificato accuse contro di me per commenti rilasciati da me sul tuo blog riportando, come mie, parole mai scritte da me e concetti mai espressi. Di lì, capirai, è stato inevitabile anche per me fare riferimenti al tuo blog. E pensare che lo spunto è stato da loro preso da un mio commento innoquo ed insignificante sul personaggio Santoro. Non mi sarei mai aspettato la sequela di risposte e controrisposte che ne è derivata, altrimenti non mi sarei mai azzardato a lasciare quell’ozioso commento.

  37. Giuseppe, hai forse trovato nel mio commento qualche riferimento personale a te ? Ci mancherebbe altro ! Io sono andato a leggermi, fugacemente, tutta la discussione. Devo dare atto a MarcoB di aver detto a un certo punto: basta. Con malizia devo anche dire che secondo me l’ha detto perchè si è accorto che parlare troppo di Teppista vuol dire fargli pubblicità: siccome pensa che io sia quì solo per fare “audience”, indi…..
    Per il resto, questo discutere, innescato da Irnerio, sul fatto che tu mi possa dare ragione una volta e torto un’altra: beh, lasciaglielo pensare. Secondo loro, il giudizio sui post che fa una persona, dovrebbero essere sempre a senso unico.
    Teppista è un genio, Luciano un ebete: o viceversa ! Ma per piacere !
    Teppista come tutti gli altri bloggers fa i suoi post: si può essere d’accordo, si può dissentire. Se Giuseppe una volta e d’accordo dice che è d’accordo; se un’altra volta dissidente dice che dissente. Fine. Questi sarebbero i liberali: “tu Giuseppe una volta hai parlato come diciamo noi di Teppista mentre quando vai da lui dici il contrario”.
    E che sono ’sti quà: “La Santa Inquisizione” ?

  38. Anche io vado seguendo l’iter delle crisi isteriche di quelle persone lì più per farmi due risate che per altro e finchè inneggiano ai loro idoli e ne sbeffeggiano altri tutto ok.
    La cosa che però non mi va giù teppista è una sola Tu hai tolto il post e lui no. Tu hai smorzato la polemica lui continua a farci audience. Lui ha preso parti del mio discorso le ha accorpate dando un senso che non era quello e ne ha fatto un post da linciaggio tu non mi hai censurato mai nessuno e ti sei preso una responsabilità di tutelare tutto e tutti compreso un marco b argomentando e lasciando e lasciando sempre traspirare libertà di pensiero sul tuo post.
    Beh io li dentro soffoco e non ci ritornerò mai più come avevo già detto ma non è giusto che continuino a dire cose inesatte senza sapere la verità e che luciano (in questi giorni assente spero non per problemi di salute)non ha detto ancora nulla!! Questo mi spiace è scorretto al massimo!

  39. Oggi scrivo una schifezza saranno gli ormoni a 2000

  40. Io quando dico:” …tu hai detto..” riporto le parole esatte copiandole col clik destro ecc. Ed è una cosa a cui tengo molto anche quando mi si formulano accuse prima che domande di chiarimento. Essere detto “…lì hai detto una cosa…” (che poi non era quella) e quì ne dici un’altra, non ti nascondo che mi ha mandato notevolmente in bestia.

  41. Mi pare, dal post che ha fatto, che Luciano sia indaffarato con qualche suo libro. Certo, non è che si sia espresso molto in proposito. I fatti a questo punto sono tre:
    . O è come dici tu: lasciando l’argomento vivo qualcuno a parlare ci resta.
    . O ritiene la cosa così sterile che non vale la pena di darle più importanza di tanto.
    . O è così manicheo che, decisa una volta la sua etica sul blog (e solo sul blog in questo caso), non toglie i post per principio.

    Su queste cose, potrebbe magari dirci un suo parere.

    Io i post li metto, li tolgo, li cambio e li aggiorno: è un modo di fare che a me piace. Lui no. Questo mio modo di fare certe volte porta vantaggi e certe volte svantaggi. Io faccio così.

  42. Giuseppe, quella è manipolazione delle idee: è giusto essere risentiti.
    Secondo me fa un pò parte del loro gioco. Io ho 54 anni: nel ‘68 ne avevo quindici. Ti dico la verità: io sono entrato nel Movimento Studentesco perchè questo potere che aveva Capanna di trasformare tutte le parole dei contestatori (ce n’erano pochi, ma ce n’erano) a proprio vantaggio e a proprio tornaconto, mi aveva affascinato. Aveva sempre ragione lui. A 19 anni ho capito che stava prendendo per il culo pure me. Ho cambiato aria.

  43. Per me è la terza che hai detto!!
    Una piccola appendice che la dice lunga, non so se avete o state vedendo, come me, La patata bollente con Renato pozzetto. Ma allora i comunisti non hanno sempre sostenuto gli omosessuali! ;-) ))))

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